Nessun editore tiene un giornalista che gli va contro.
O si tiene un servo o si tiene un giornalista che ha la sua stessa linea politica od, al limite, che ha momentaneamente delle convergenze.
La libertà di informazione è data dalla molteplicità e diversità di interessi tra i vari gruppi. Non dall’essere libero del singolo giornalista altrimenti staremmo freschi !
cmq io sono convinto che un bel po’ di filo-berlusconiani non siano sottomessi a sua emittenza ma piuttosto vedano in lui l’ariete contro il nemico che più odiano e quindi lo difendano a spada tratta. Poi un po’ di interesse di portafogli nel caso di gente su libropaga ci sarà anche ma il grosso penso sia il sentirsi un clan contro l’altro clan. una guerra di bande tra ceti intellettuali e politici.
un esempio su tutti: un autorevole professiore marxista, Gianfranco LaGrassa, che da indipendente tifa sfegatatamente Berlusconi(anche con qualche caduta di stile) perchè esso è contro la Sinistra post-comunista(che a sua volta sarebbe rappresentante dall’alta finanza) e di certo non può essere accusato di ricever soldi .
Montare una polemica, per di più dai toni grettamente scandalistici, potrebbe giovare alla tiratura. Feltri è un campione nel vendere attraverso gli attacchi al limite della deontologia professionale.
Un limite delle Sinistre è non esser riuscite ad integrar dei buoni polemisti(ricordi il Ferrara che con un giornale di poche migliaia di copie riuscì a fissar l’attenzione nazionale sull’aborto?) , eppure certo che le potenzialità si hanno/avevano : Adinolfi, Paolo Barnard, Massimo Fini…..
il massimo di trasgressione al politicamente corretto che si è riescito a fare fu il culo de L’Unità